Marketer freelance: le clausole contrattuali “salva vita”.

Se sei un freelance e lavori nel settore del marketing saprai già che è fondamentale regolarizzare i tuoi rapporti di collaborazione con la redazione e sottoscrizione, da entrambe le parti, di un contratto.

Fin qua niente di nuovo, ma ti sei mai chiesto se ci sono clausole che potrebbero salvarti da situazioni spiacevoli con i tuoi clienti?

Come ben sai il mondo del web è pieno di modelli, più o meno completi, che possono regolarizzare la tua collaborazione con i clienti, tuttavia ci sono alcune clausole che definisco salva vita.

Ti sei incuriosito? E allora prendi un paio di minuti e vediamole insieme.

Specifica con precisione l’attività da svolgere: sempre!

Mi dirai: “Logico! Già nel preventivo definisco l’attività e il progetto che realizzerò”, giusto? Ma quello a cui qui mi riferisco è qualcosa di più specifico.

È bene chiarire fin da subito ed in modo dettagliato qual è l’oggetto della tua fornitura ed elencare le cose che poi ti impegni a fare e quelle che, invece, sono escluse dalla collaborazione.

Perciò se, ad esempio, oggetto del tuo lavoro è lo sviluppo di un sito internet o il suo restyling dovrai chiarire quali tra le varie attività sono comprese o meno nel contratto (es. copywriting, traduzioni, analisi SEO, creazione del logo, manutenzione etc.)

Se con il cliente discutete, invece, di attività che poi non fanno parte dell’accordo finale, allora è meglio esplicitarle in una lista a parte con i relativi costi al fine di permettere al cliente di scegliere se farle o meno.

Fissa un limite massimo alle richieste di modifica.

Ammettilo, per far sentire a suo agio il cliente generalmente inserisci nell’accordo una formula che gli garantisce la possibilità di chiedere eventuali modifiche in itinere.

Bene, immagino quindi che ti sarà anche capitato di effettuare modifiche su modifiche che hanno ritardato inesorabilmente la chiusura del progetto, o addirittura lo hanno portato ad una situazione di stallo.

Perché è successo dici? Perché una formula siffatta è un’arma a doppio taglio!

Il cliente, infatti, si sentirà autorizzato a richiedere tutte le modifiche che vuole senza capire quanto questo rallenta il tuo lavoro e lo rende difficile.

Cosa fare? Il mio suggerimento è di inserire una clausola nella quale indichi un numero massimo di modifiche ed interventi che possono essere apportati sulla base delle preferenze ed esigenze del tuo cliente.

Ti consiglio anche di inserire una formula con la quale precisi che, se durante lo svolgimento del lavoro il cliente rivoluziona completamente il progetto allora dovrà saldare l’attività svolta fino a quel momento: il progetto iniziale verrà considerato concluso e verranno stimati/preventivati i costi per un nuovo progetto.

È buona prassi, infine, rassicurare il tuo cliente sulla possibilità di effettuare delle correzioni anche dopo la consegna del lavoro finale.

Mi raccomando però, stabilisci ed indica un termine preciso e perentorio (generalmente 30 giorni, ma può anche essere di più) entro il quale ti rendi disponibile ad effettuare delle modifiche e/o correzioni. Dopo tale termine il progetto è definitivamente chiuso!

Il  termine massimo per la consegna del materiale.

Quante volte ti è successo di non poter proseguire con il tuo lavoro perché il cliente, nonostante i numerosi solleciti, non ti ha consegnato il materiale richiesto? Spesso?

Con questa clausola stabilisci un temine massimo (ad esempio 30 o 45 giorni) per la consegna di tutto il materiale, le informazioni, i feedback ed anche i pagamenti da parte del cliente, pena la dilazione automatica del termine previsto per la consegna.

Ricordati una cosa: il rispetto del termine per la consegna del lavoro/progetto finale non è solo una tua responsabilità, ma anche del cliente!

Al cliente deve essere chiaro che per la buona riuscita del progetto nei termini previsti è necessaria la sua collaborazione attiva.

Un suggerimento: se vuoi rendere al cliente chiaro il suo impegno realizza una tabella in cui segni in una colonna l’elenco delle cose che tu realizzerai e le scadenze e, a fianco, una colonna con elencate le cose che il cliente si impegna a fare/consegnare e i relativi tempi.

Il materiale da consegnare alla fine del progetto.

È fondamentale essere chiari sul materiale che effettivamente consegnerai al cliente al termine del progetto.

Se si tratta di foto, ad esempio, dovrai specificare il formato, la risoluzione e la dimensione delle immagini/foto che hai utilizzato, che tipo di file consegnerai e per quali usi il cliente potrà utilizzarlo, etc.

Una accortezza: controlla le licenze di ogni elemento grafico prima di usarlo e di trasferirlo al cliente e utilizza solo materiale che può essere effettivamente trasferito.

Questo ti permetterà di evitare spiacevoli inconvenienti.

Pensa, ad esempio, all’ipotesi in cui oggetto della tua collaborazione sia la realizzazione del nuovo logo della società del tuo cliente. Investi tempo e soldi per progettarlo e realizzarlo, lo proponi al tuo cliente che ne rimane entusiasta e inizia ad utilizzarlo. Per tutelarlo decide di procedere con la registrazione del marchio e scopre che quel logo è già utilizzato e che quindi non lo può registrare. Logicamente si rivolge a te ritenendoti responsabile per aver fatto un lavoro “non creativo” e di avergli arrecato un danno. Spiacevole vero? Cosa avresti potuto fare? Come ho già avuto modo di spiegare in un precedente articolo, avresti dovuto verificare dalle apposite banche dati se quel particolare logo era già stato registrato o meno!

I pagamenti.

Eccoci alla voce contrattuale più importante e controversa. Precisa sempre gli acconti, e i relativi termini di pagamento, che chiederai nel corso dello svolgimento del progetto.

Per gli acconti è buona regola precisare che le consegne intermedie dei tuoi lavori corrispondono ai pagamenti intermedi, pertanto, se il cliente non ti paga sei autorizzato a non procedere con il lavoro fintanto che non riceverai l’acconto pattuito.

Per il saldo, invece, non è sufficiente limitarsi ad usare la definizione “saldo alla consegna” perché una siffatta dizione potrebbe essere travisata dal cliente a suo esclusivo vantaggio.

Perciò a tua tutela è fondamentale definire con precisione quando va effettuato il saldo e va precisato che consegnerai il tuo lavoro solamente dopo aver ricevuto il pagamento dell’intero importo, questo per evitare di ricorrere alle vie legali per far valere i tuoi diritti.

Specifica, infine, che il diritto di utilizzo sul lavoro eseguito verrà trasferito solo a saldo avvenuto.

Che cos’è? Non è altro che la facoltà in capo al cliente di utilizzare il tuo lavoro per i suoi scopi commerciali. Perciò, ad esempio, se hai ideato e realizzato il suo nuovo logo, il diritto di utilizzo corrisponde alla possibilità per il cliente di usarlo liberamente sul proprio sito o sui propri materiali commerciali senza dover indicare chi lo ha realizzato.

Per questa ragione è bene, nel contratto, collegare sempre il trasferimento automatico dei diritti di utilizzo al pagamento del saldo.

Il diritto d’autore.

Forse questa è la clausola più importante per un marketer freelance perché, una volta inserita, ti permette di poter firmare, ad esempio, il sito web da te progettato (inserendo la formula nel footer “web designed by …”) e inserire il progetto all’interno del tuo portfolio.

Capirai anche tu l’importanza di questa clausola dato che permette ai potenziali clienti che hanno visitato il sito da te ideato di poterti contattare e, inoltre, aggiungendo il progetto al tuo portfolio diventa la prova effettiva della tua esperienza, professionalità e della qualità del tuo lavoro.

Questi sono solo dei suggerimenti per rendere più completo il tuo contratto da marketer freelance.

Ricordati però la cosa più importante: fai firmare il contratto al cliente – assicurandoti prima di tutto che sia autorizzato a farlo! – perché solo con un contratto firmato hai potere decisionale sul cliente.

Alla prossima.

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